RITORNO ALLE ORIGINI

L’origine dell’akita come razza nativa:

ricerca di Elettra Grassi & Fabrizio Pace


Tutto nasce per caso anche l’interesse per cose che normalmente non ti interessano!! Un noto allevatore di Kai ken (Tora ken) scrisse qualche tempo fa su FB che il colore kurotora dell’akita era legato al kai ken, la razza considerata la più rara e più pura fra le native. Da qui un viaggio alla ricerca dell’origine delle razze native con l’esperto Fabrizio Pace. Non sarebbe stato possibile alcun risultato in questa ricerca senza la collaborazione di un Akitista con uno studioso di Razze native (l’akita è dal dopo guerra uscito dal range di razza nativa in senso stretto, e fa “razza per conto suo”). La visione di km di scritti e da parte di Farbizio l’analisi di non meno di un migliaio di pedigree ha prodotto certo un primo risultato importante. Definire quale sia, attraverso il colore, la vera origine dell’akita come razza nativa (ovvero districare il percorso dell’americano da quello dell’akita una volta per tutte), e stabilire anche quale sia la relazione tutt’ora esistente fra l’akita e le altre native. C’è da dire che un grande equivoco va risolto: molti dei miei amici shibisti giapponesi e di altre razze native chiamano scherzosamente “mixed breed” l’akita. Io ci ho messo un po’ a capire che nei dialoghi che intercorrevano fra noi il mixed breed fosse l’akita…e una volta capito ho dato per scontato che questo fosse legato alla storia passata di immissione di sangue di razze occidentali, secondo ciò che è noto in maniera consolidata in europa. Invece proprio grazie agli amici del Kai ken ho compreso, con grande sorpresa, che si riferissero al fatto che l’akita avrebbe avuto, secondo alcune teorie, una fitta storia di immissioni di sangue da altre razze native, motivo per cui l’akita giapponese conservato oggi in madrepatria sarebbe a pieno titolo una razza nativa senza se e senza ma.Le razze occidentali hanno avuto una immissione nell’akita , come anche riportato da mr Okada in alcuni articoli del 2005, ma la selezione fatta proprio per colori ha avuto l'effetto, secondo anche quanto ci è stato confermato dal Dr Vet Ogasawara, direttore scientifico akita inst., di ripulire la razza da queste interferenze. La prima selezione per il mantenimento in purezza della razza è stata fatta mantenendo i caratteri del tigrato kurotora, attraverso anche accoppiamenti in stretta consanguineità, attraverso un protocollo assimilabile ad un progeny test, si è arrivati a stabilizzare la tipicità e trasmissibilità dei caratteri e a definire quali fossero le linee prive di immissioni di razze occidentali. Uno dei parametri, come riportato da Okada, è quello di verificare che da kurotora/tora nascano dei bianchi e dai bianchi/tora nascano solo questi colori. La presenza di colori in cucciolata diversi da questi sarebbe stata indice di immissione di razze occidentali.  Rimane il fatto che il Kai Ken e l’akita sono le 2 uniche razze che presentino il gene tigrato e hanno, nella espressione più alta dell’akita, il medesimo tipo di tigrato. Alcuni allevatori specializzati di Akita Tora, così come diversi seminari fra cui il più importante quello di Mr. Endo, vera autorità nell’akita, riportano che il tora akita deve avere la base più nera possibile con corretta distribuzione di bianco (urajiro). Questa è la difficoltà vera nella selezione di questo colore, il mantenimento della base del tigrato unitamente all’urajiro. Inoltre si sottolinea che il tora viene trattato in selezione non già come colore ma come varietà a sestante, e come ci confermano le fonti, bianco e tigrato sono i 2 colori più antichi presenti nell’akita e quello che nella storia rimane più vicino al kai ken. Perché è importante questa vicinanza? Secondo fonti ufficiali dell’akita inst non ci sarebbe stata immissione di kai, secondo invece la tradizione orale degli allevatori questa immissione sarebbe assodata, certo è che come conferma l’akita inst., il kai ken e l’akita nella sua forma tigrata appaiono nella storia giapponese nel medesimo periodo e nella medesima area, difficile non pensare che abbiano anche una qualche origine comune, vista la ristrettezza del territorio e l’effettiva unicità del mantello di queste 2 razze nel panorama delle razze native. Se ciò fosse comprovato, e oggi sarebbe possibile, troveremmo la conferma che l’akita come oggi lo conosciamo, specie nelle linee tigrate è una razza nativa e pura al 100%Garantisce il kai ken!Nb la ricerca comprende anche la storia lessicale e la lettura del pedigree dell’akita attraverso i colori e la catalogazione dei cani e delle linee che supportano le differenti tesi.


Si ringraziano per la collaborazione: Akita inst. E sopratutto lo Staff scientifico Akiho (che ci hanno risposto con simpatia: “finalmente qualcuno che ci fa qualche domanda!!”) Gli allevatori, i traduttori e le molte persone che ci hanno dedicato tempo.


Foto di alcuni Meiyosho tigrati nominati negli ultimi 12 anni.