ORIGINI

L’Akita Inu è una delle razze più antiche esistenti. A questa conclusione sono giunti gli scienziati  grazie ai progressi scientifici degli ultimi anni, in particolare nel campo del DNA e della datazione molecolare. Mettendo insieme le ricerche più recenti pubblicate in varie riviste scientifiche possiamo oggi con maggior precisione stabilire l’originale del cane primitivo.

Nel 1997, lo scienziato svedese Peter Savolainen e la sua squadra, usando il DNA mitocondriale (mtDNA) è giunto alla conclusione che i cani moderni si sono evoluti dai lupi più di 15.000  anni fa.  Anche la più antica testimonianza archeologica (datazione al carbonio C 14 ) fa risalire a 14.000 anni fa la comparsa del cane.

Nel 2002 ulteriori indagini hanno constatato che le prime razze di cani domestici hanno avuto origine in Asia orientale, e una nuova datazione tramite mtDNA  ha fatto risalire la loro comparsa a circa 40.000 anni fa. I ricercatori hanno anche scoperto che tutte le altre razze hanno avuto un origine più recente (circa 15.000 anni). Ciò implica che questi primi cani primitivi asiatici, sono rimasti in isolamento in Asia orientale per un lungo periodo di tempo prima della loro diffusione nel resto del mondo.

Heidi G. Parker, con un altro gruppo di ricerca indipendente ha analizzato 414 cani di 85 razze diverse utilizzando il mtDNA come marcatore molecolare. Hanno dimostrato che 14 razze risultano più antiche di tutte le altre e che hanno avuto origine in Asia e in Africa. Le razze rimanenti formano un grande gruppo di cani moderni che si presume avere origini europee. 

Utilizzando campioni di lupo grigio come radice,  hanno elaborato un albero filogenetico, osservando che la separazione più profonda origina quattro gruppi di razze, un primo gruppo di 4 Spiz asiatici shar-pei, shiba-inu, chow-chow e akita-inu, poi il basenji, successivamente altre due razze nordiche siberian husky e alaskan malamute ed infine due razze di levrieri medio orientali il saluki e l’afghan. Da questi 4 gruppi si sono poi sviluppate tutte le altre razze.

LA STORIA DELL’AKITA INU

Gli antenati degli attuali Akita-inu vivevano nelle aree nord della prefettura di Akita, erano conosciuti come “Odate inu”, “Kazuno inu” e Nambu inu” nomi derivanti dalle regioni di provenienza (periodo Yayoi 300 aC a 400 dC). I cani che vivevano nelle montagne o in campagna erano utilizzati per la caccia ed erano conosciuti anche come “Matagi inu”.

Nel periodo Yayoi iniziò la coltivazione del riso ma a causa del clima freddo, la produzione era scarsa e l’alimentazione delle persone dipendeva ancora dalla caccia, soprattutto nelle zone intorno ad Odate isolate dalle alte montagne. La caccia è rimasta parte integrante della vita dei nativi di questi villaggi, chiamati “villaggi matagi” fino all’era Meiji (1868-1912).

Nel periodo Kamakura (1195 – 1333) si hanno le prime notizie documentate di combattimenti tra cani, ma la popolarità maggiore è stata raggiunta in epoca Tokugawa (1612-1868). E’ in questo periodo intorno agli anni 1630, che il cane utilizzato sino ad allora per la caccia il “matagi inu” divenne famoso nella zona di Tohoku. Da allora la proprietà di questi cani fu riservata solo agli Shogun e leader imperiali, che li utilizzarono per la caccia a grossa selvaggina anche per la loro leggendaria tenacia.

L’Akita matagi è stato successivamente  utilizzato per la difesa della proprietà. Ciò si rese necessario a seguito di una grave carestia (1783) che portò a condizioni sociali instabili e costrinse i residenti di quelle zone all’autodifesa (cane da guardia). Questo pose la basi del cane giapponese di taglia grande successivamente chiamato Akita.

In epoca Tokugawa (1612-1868) i combattimenti tra cani ebbero il loro maggiore sviluppo, servivano a preservare lo spirito combattivo del guerriero Samurai e continuarono per tutta l’era Meiji (1868-1912).


                                                                  

                                             

Intorno al 1897 furono introdotti per i combattimenti i cani Tosa. Inizialmente gli Akita matagi si dimostrarono più forti e tenaci, ma successivamente dopo gli incroci dei Tosa con altre razze europee la situazione si rovesciò. Durante il periodo Taisho (1912-1926), una squadra da combattimento Tosa sconfisse sonoramente gli Akita. Nel tentativo di recuperare la superiorità, alcuni allevatori di Akita incrociarono i loro cani con i Tosa. Gli incroci continuarono utilizzando anche altre razze, ciò comportò significativi cambiamenti fisici, di struttura e conformazione dell’Akita originale.  Questi nuovi cani erano conosciuti come "Shin-Akita” (foto a lato).



 

All’inizio dell’era Showa (1925-1989) il sindaco di Odate Izumi si fece portatore della crescente preoccupazione di molti appassionati per il declino dell’Akita originale a scapito dei “nuovi Akita”. Nel tentativo di preservare la purezza della razza di Odate, Izumi fondò l'Akita Inu-Preservation Society nel 1927 e in seguito divenne il primo presidente del Hozonkai Akita inu (Akiho).

Dopo accurate ricerche sulle montagne della pefettura di Akita, seguendo i racconti di persone anziane e con le poche foto a disposizione nel 1931 alcuni ricercatori individuarono nove cani originali, che furono designati monumenti naturali, da cui ripartire per la restaurazione della razza che da allora fu chiamata ufficialmente Akita inu (nella foto Kuma go tigrato 1935).

        Linea Dewa  Kincho go 1950                   Linea Ichinoseki   Kiyohime go  1950               Linea Dewa  Tamakumo go 1950

Linea Ichinoseki Arawashi go 1940                  Linea Dewa  Kongo go 1948                    Linea  Ichinoseki  Goromaru go  1948 

I nostri Akita provengono della linea Ichinoseki e molti di loro discendono dai cani rappresentati in queste foto.

E’ possibile risalire ai loro pedigree collegandosi al sito  http://www.akitapedigree.com  e digitando i loro nomi nella casella di ricerca.

CARATTERISTICHE

Non è facile impressionare un akita, con gli estranei mantiene sempre un certo distacco,  per questo appare maestoso dignitoso e riservato, ai membri della famiglia riserva invece un affetto smisurato.

Il pregio maggiore di questi cani è la DIGNITA' (termine più usato dai giapponesi per definire l'Akita), una parola che può sembrare fuori luogo associata ad un cane ma che in realtà racchiude in se più di ogni altra la vera natura dell'Akita. Per capire di cosa stiamo parlando basta porsi di fronte ad un Akita e come per magia tutto ci apparirà chiaro. Davanti a noi vedremo un cane dall'indole tranquilla, audace e sicuro di se, magari potrà anche farci le feste ma sempre con moderazione; ugualmente noi dovremo avvicinarci con rispetto senza esagerare nelle smancerie e probabilmente saremo ben accetti.

L’akita è un cane poco propenso ad abbaiare, generalmente se un akita adulto abbaia c’è sempre un motivo da non sottovalutare.

L’ akita non è un cane robot che esegue tutti i nostri ordini (l’addestramento tipico per i cani da utilità è sconsigliato), ma un cane che richiede un rapporto paritario, accetterà come padrone colui che riuscirà a guadagnarsi la sua fiducia. Per educarlo quindi non sarà necessario essere duri, ma pazienti e costanti per fargli capire che non tutto è permesso.

E’ importante sapere che gli akita sono cani fortemente dominanti, è molto molto difficile (sconsigliabile) far convivere nel solito giardino due maschi o due femmine anche di altre razze, l’akita tenderà sempre ad affermare la propria superiorità con la forza.


Un akita dunque non è un cane comune e non è un cane adatto a tutti, chi decide di acquistare un akita deve essere conscio di avere un cane dal carattere forte, con una personalità da rispettare e con una intelligenza superiore alla media .